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P E R te _R:\\

(l’immagine, ahimè, non è mia. Cerco l’autore.)

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Tutte le lettere che non ti ho scritto
non basterebbero a giustificare
il tempo perduto.

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PER te
PER dono

 

 

é una cosa alla quale tengo particolarmente

https://www.change.org/p/c-o-n-i-inserire-nuova-disciplina-olimpica

 

il tempo di un caffè per aiutare una giusta causa, firmate e condividete la petizione, il destino dello sport olimpionico è nella nostre mani

una vecchia storia vera (inventata?)

Non credo che questo possa interessare qualcuno, mi consola il fatto che almeno è vera, verissima, radice del mio problema con le donne. Insomma, siamo tutti convinti che la misantropia sia un disvalore, una malattia quasi, e che la misoginia sia ancora peggio (con l’aggravante di essere mediocri e banali persino nell’odio).

Conosco una ragazza, tale Roberta, una tranquilla serata a casa, una chat su fb con due conoscenti (non eravamo amici, anzi, a dirla tutta mi stavano antipatici), e l’immancabile mole

di compiti e di lavoro arretrato. Ci stavamo organizzando per un evento cosplay, nulla di che, era una cosa da poco, ma eravamo comunque alquanto emozionati. come in ogni cosa, la chat è stata creata con

circa un mese di anticipo, e così mi ritrovai in questo gruppo a parlare costantemente ogni giorno con lei.

Il grande giorno arriva: e con lui, l’incredibile.

assolutamente nulla.

Non crediate che sia per questo che io provi un certo fastidio nei confronti del gentil sesso, perché le mie “aspettative” non furono corrisposte, non avevo aspettative avevo solo 16 anni io, 14 lei.

La storia entra adesso nel vivo, la festa finisce, torno a casa e mi scrive, messaggio dopo messaggio

le conversazioni si fanno sempre più personali, intime, mi sembrava che fossimo anime gemelle (sciocco bimbetto), mala cosa era corrisposta: mi chiese di uscire.

Un bel pomeriggio, certamente, conclusosi con un messaggio la sera stessa: Fammi un regalo, un bacio ❤

 

PANICO, PANICO, PANICO

PANICO PANICO PANICO PANICO

P A N I C O

 

Che fare? Cosa? Io non avevo idea, non avevo mai ricevuto offerte del genere, mai me lo sarei immaginato, credevo che una ragazza me la sarei dovuta sudare dopo essere stato picchiato da un bullo o dopo un inseguimento con i nazisti.

-Andavo matto per Spiderman e Indiana Jones-

Le dico di vederci, nel mentre chiedo aiuto a tutti, che fare? Dove andare?

Solo una persona non lo sa: la mia più cara amica. Ecco, lei era un trait d’union in realtà.

 

Per concludere, ci incontriamo: beh, il peggior appuntamento della storia.

Un saluto confuso con un abbraccio, quattro frasi di circostanze andiamo in un posto romanticissimo: il dentista. Un’ora di attesa per dei documenti, il silenzio della sala costantemente rotto dalle nostre parole imbarazzate, le facce di fastidio di un signore che tentava di leggere (persona deliziosa fra l’altro, checca sfrenata e amico della mia prof. di filosofia) che aumentavano la mia ansia da prestazione. Finiamo e ci mettiamo a parlare, mi bacia. Poi lo dice:” sono innamorata della mia migliore amica”

 

Beh, immaginate un ragazzino di 16 anni, sessualmente arrapato, alla sua prima esperienza “erotica”, al primo contatto fisico con l’altro sesso (escludendo ovviamente madre, nonne e zie, età media 77 anni) e tremendamente al limite di sopportazione.

Non ho fatto niente, volevo piangere? Non credo, ero stanco però, appesantito, così la mia ansia scoppia, e mi metto a ridere, lei a piangere.

Ma che cavolo piangi? Ma cosa vuoi dalla mia vita? Ma perché mi rendi partecipe di questo scempio? Era mio dovere ridere sempre di più, e lei piangeva sempre di più, e io ridevo, e lei piangeva.

 

Insomma, non so bene stessero pensando quei pochi passanti che si muovevano velocemente, ma già prevedevo la fine. Insomma, ci calmiamo, salutoni e addio.

Che dire? avevo forse un potere magico? riuscivo veramente a far cambiare gusti sessuali alle ragazze? o forse riuscivo solo con quelle verso le quali provavo un qualche interesse? ho vaneggiato a lungo a riguardo, ma non mi sono mai lasciato scoraggiare, la prendevo a ridere, chi mai avrebbe potuto raccontare una storia come questa?  Ma avevo capito finalmente: Io ero Woody Allen!

Ma è solo la premessa, forse un indizio di quello che sarebbe capitato in futuro, e forse già da quel momento avrei dovuto capire che forse era meglio darsi una calmata e mettersi in disparte, già da quel momento avrei dovuto allontanarmi e darmi all’ippica.

Inutile dirlo, i rapporti con l’amica si sono rovinati passo dopo passo;

fra me e Roberta c’è stato un tira e molla durato un mese, finito con un mio fold generale;

tutti i nomi e i riferimenti personali sono nomi di fantasia, la storia è un po’ ritoccata, e non tutti i fatti sono realmente accaduti.

Solo come formiche_una storia da niente

La fine del mondo è arrivata, ormai nessuno ha più il tempo di redimersi dei suoi peccati, un secondo diluvio universale precede quello che sarà il giudizio divino.
Oh aimè, quello che vaticinava quel losco individuo era vero! Abbiamo scherzato, lo abbiamo preso per pazzo, lo abbiamo cacciato come degli stolti!
Solo quando è troppo tardi ci accorgiamo dei nostri errori. Vedo morte e distruzione ovunque, essa viene dal cielo, distrugge ogni cosa, entra nelle nostre abitazioni, sfonda con violenza l’entrata e travolge ogni cosa che ha di fronte.

 

Proprio come raccontava lui ogni attacco alieno lascia solo rovina, macerie, e uno strano materiale. Un materiale presente in tutti i racconti del viandante: elastico, colorato; prima, enorme, si avvicina ad un’incredibile velocità al suolo, si schianta, e poi, il nulla. Rilascia una quantità enorme di acqua, capace di riempire oceani! Violento, non lascia vie di scampo.

 
Non so per quale ragione divina sia riuscito a salvarmi, è stato tutto così in fretta.
Di mattina mi ero allontanato dalla città per lavoro, una cosa da poco: si trattava di trasportare un carico di tronchi in un’altra città e serviva il mio aiuto. Avevo lasciato a casa la mia adorata Cloe, mia moglie. Avrei dovuto portarla con me, lo sapevo, me lo sentivo che sarebbe successo qualcosa di brutto! Adesso chissà dove si trova, sarà terrorizzata, si starà chiedendo che fine abbia fatto… se lo starà chiedendo, vero?

Mi aggiro fra ciò che rimane della mia città, -Ommioddio!- piedi, braccia, teste spuntano dal terreno fangoso. Non ho il coraggio di proseguire. Mi viene da vomitare… Però, però devo cercare, sì, devo assicurarmi che lei sia ancora viva.

 
È mezz’ora che la cerco, nulla di fatto, solo resti di ciò che un tempo viveva. All’improvviso, la vedo, è proprio lei, solo che…vomito, il mio stomaco non ha resistito. Solo la testa, posta su una pila di salme. Perdo i sensi.
Ahh che dolore, quanto tempo sarà passato? La testa è sempre là, che mi fissa…ormai mi sono abituato a questo macabro panorama. Salgo in fretta sul monte, piangendo le accarezzo il viso, o almeno quello che resta del viso di cui mi sono innamorato. Un tempo così dolce, adesso dilaniato. la mia adorata Cloe, tutta colpa mia, lei è morta per colpa mia, mia, SOLO MIA!
Mi allontano il più presto possibile, come uno zombie, barcollo, non ho una meta, voglio solo fuggire.

 

 
Cosa succede? Percepisco qualcosa…una sorta di…ronzio; non capisco bene, cerco di concentrarmi, me lo sarò immaginato, mi scoppia la testa, sento che sto per svenire… Ecco! Lo sento ancora! Devo trovare la fonte del suono, non capisco bene cosa sia, ora è più forte, sento che mi sto avvicinando sempre di più. Adesso lo distinguo chiaramente, è un pianto.

 
Mi metto a scavare fra le macerie, mi scoppia la testa ma devo farlo, mi sanguinano le mani ma devo farlo, affannato scavo alla ricerca di un avana speranza.
Un neonato.
È lì, in un piccolo spazio vuoto, è lì, attorniato dal fango e pietre, è lì, vivo, indenne.
Ho un attimo di smarrimento, non credevo, giuro, non mi sarei mai aspettato di trovare UN NEONATO in mezzo a questo scempio. Lo prendo e lo stringo al petto, cerco di tranquillizzarlo non sa cosa lo aspetta… i suoi genitori saranno già annegati, ed io in quel momento sono l’unica cosa che gli rimane. Mi abbandono al pianto.

Forse c’è speranza.

 

 

SPLASH

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-insomma la smetti di buttare quei gavettoni a terra!? È abbastanza stupido cercare di colpire le formiche! Uff vedi: ci sono per terra i resti di plastica del palloncino! Pulisci tutto e smettila, sennò lo dico a mamma! Mi dai fastidio quando fai così!-

-Ma Cavolo! In fondo non faccio male a nessuno…-